4 marzo 2014

Nannarella

Raffaella Ambrosino è

NANNARELLA

 Roma e Napoli nel dopoguerra

IN RICORDO DI ANNA MAGNANI

Pensare oggi ad Anna Magnani significa innanzitutto ritrovarsi a confronto con un’artista straordinaria, senza uguali in quanto unica.

La sua immediata riconoscibilità in quella forza caratteriale, il suo volto come espressione della sua grande personalità, in grado di esprimere passioni enormi, montagne di sentimenti, sempre espressi insieme ad una fortissima connotazione popolare.

Dissero ad Hollywood, che paragonate a lei, tutte le loro attrici erano di plastica, per quanto lei fosse vera.

E non gli rimase null’altro da fare che premiarla per la sua arte, come prima attrice ed artista italiana, con l’Oscar.

La sua storia è un pezzo di storia d’Italia, l’immediato dopoguerra; quelle storie così ben raccontate nei film “neorealisti” e non del cinema italiano del tempo, forse in assoluto il migliore, dove i talenti erano tanti (De Sica, Totò, i giovani Sordi Mastroianni e Gassmann, la Loren e tutti coloro che sono ancora impressi nel nostro immaginario collettivo) e la voglia di ricominciare a vivere era la molla di tutto.

Il nostro spettacolo vuole iniziare da qui, da questa voglia di rinascere.
 

Perché è anche la nostra, la stessa voglia, nonostante i problemi attuali, veri e a volte anche indotti, di ricominciare ad essere una comunità, a sentirci parte di una nazione che già in passato ha dato prova di grandi capacità di sacrificio e di senso civico e che ancora oggi desidera lavorare per garantire a se stessa ed ai propri figli un futuro dignitoso.

E questa è la lezione della nostra cara,amata, Nannarella.

Nannarella

Fabrizio Romano – direzione musicale
con la partecipazione di Stefano Sannino

Regia: Gigi Dall’Aglio

“Ti ho sentito gridare Francesco dietro un camion e non ti ho più dimenticato.”
  Giuseppe Ungaretti

Confusi con la pioggia sul selciato, sono caduti gli occhi che vedevano gli occhi di Nannarella che seguivano le camminate lente sfiduciate ogni passo perduto della povera gente.
Tutti i selciati di Roma hanno strillato.
Le pietre del mondo li hanno uditi.”
  Eduardo de Filippo

 

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