24 marzo 2014

La finta parigina

Presentato al Trianon, il progetto per l’esecuzione in prima moderna de La finta Parigina di Domenico Cimarosa.

 

L’iniziativa ha recuperato l’opera buffa composta dal grande autore aversano, all’epoca ventitreenne, su libretto di Francesco Cerlone per il teatro Nuovo di Napoli, in occasione del carnevale del 1773. Da allora questa «commedia per musica», come recita il sottotitolo, non è stata più rappresentata.

Le scene sono firmate da Emanuela Dall’Aglio, i costumi da Gaetano Santucci e la regia è di Gigi Dall’Aglio. Anima del progetto e interprete principale dello spettacolo, nel ruolo della Finta Parigina, il mezzosoprano Raffaella Ambrosino, che ha lavorato, tra gli altri, con Mehta e Oren.

Donna Olimpia è travestita da zingara

L’opera è ambientata a Mezzotto, una contrada di Aversa, e prende le mosse dai travestimenti di Donna Olimpia Onesti, che si finge parigina per scampare alle violenze del marito, Don Martino Crespo, e riconquistarlo all’amore.

La trama dell’opera

Donna Olimpia Onesti è una piacente donna napoletana coniugata con Don Martino Crespo, uomo irascibile e terribilmente geloso, tanto è che non stenta, in un eccesso d’ira, a colpirla con un pugno al seno.

Donna Olimpia sviene per il dolore ma tutti la credono morta e Don Martino, temendo di dover subire le conseguenze dell’omicidio, costringe i suoi servi a seppellire la moglie e a tenere ovviamente la cosa segreta. Passate alcune ore però Donna Olimpia, riavutasi dal colpo, riprende i sensi e, in combutta con i servitori, sceglie la via della fuga verso la località di Mezzotto, dove sceglie di presentarsi sotto la falsa identità di Limpiella.

Trova subito lavoro dietro un banco di frutta e ricovero presso la casa di una sua ex giardiniera, con la quale intrattiene un rapporto amichevole e di grande confidenza.

L’opera ha inizio nel momento in cui l’oste della taverna di Mezzotto, Cardillo, annuncia che presso la sua locanda prenderanno tosto ospitalità due futuri sposi, Donna Armida Gnoccolosa e Martino.

                                       Don Martino Crespa

Donna Armida aveva già avuto in passato una liaison con un gentiluomo di Aversa, Don Flaminio del Sole, ma sospettando più volte della sua fedeltà, aveva accettato in seguito le profferte amorose di Don Martino Crespo, fresco di vedovanza; in vista del prossimo matrimonio, nel tornare a Mezzotto, spera di ritrovare il suo primo amore e di valutare l’opportunità di tornare con lui.

                                        La luna su Aversa

Limpiella, frattanto, alle notizie ricevute da Cardillo, non può non svelare all’oste la sua vera identità: i due allora, assieme a Don Flaminio, decidono di tendere una trappola a Don Martino, vendicandosi così della più totale mancanza di rispetto per la moglie (presunta) morta. Limpiella (ovvero Donna Olimpia) si inventa una terza identità: adesso sarà Madama Tupè, una parigina coniugata a un valoroso ufficiale, ahimè, tormentato però dalla gelosia: è Malacarne a vestire i panni falsi dell’ufficiale. E, d’altronde, Malacarne è da poco rimpatriato a Mezzotto dopo esser stato mercenario in Ungheria.

Tutti i personaggi innescano un girotondo di equivoci: Don Martino trova in Madama Tupè un’incredibile somiglianza con la moglie che crede di aver ucciso; Donna Armida rimostra forti lagnanze per l’attenzione che il suo futuro marito mostra per la “finta parigina”, mentre Don Flaminio è estremamente irritato che la sua perduta fiamma, Donna Armida per l’appunto, abbia deciso di sposare un altro uomo.

Malacarne, nei panni dell’ufficiale geloso, minaccia di morte Don Martino se egli non smetterà di insidiare Madama Tupè; ma la sparizione di Donna Olimpia non è passata inosservata, e Don Martino viene ora accusato di omicidio. L’uomo sta per essere arrestato quando Madama Tupè svela il travestimento, scopre la sua vera identità di Donna Olimpia dimostrando di non esser mai morta.

                                                                il sentimento

Tutto sembra finire per il meglio, ma il gioco delle finzioni multiple continua a innescare nuovi colpi di scena: Madama Tupè rivela di non essere in realtà Donna Olimpia, ma di averne sfruttato la somiglianza per salvare Don Martino; ha mentito, quindi, per salvarlo dalla prigione. Donna Armida decide allora di tornare dall’uomo che non è riuscita a dimenticare, e cioè Don Flaminio del Sole; Madama Tupè, dopo aver salvato Don Martino, decide di ritornare a Napoli con il marito ufficiale. Don Martino rimane solo, assalito dai rimorsi per aver ucciso la moglie. L’oste Cardillo, allora, vedendo l’uomo affranto, gli presenta l’ortolana Limpiella, che lo consolerà per la sua grave perdita: nel vedere Limpiella Don Martino, confuso, rivede ancora una volta la sua perduta Olimpia. Limpiella confessa la sua vera identità, ed è disposta a perdonare il marito.

La felicità è riconquistata da tutti e il lieto finale non tarda a giungere.

Donna Olimpia si svela

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